Quest'oggi il Ristorante Cucina Retrò dell'Hotel Columbia vi illustra la ricetta di una gustosa salsa che può essere applicata a molte ricette, soprattutto dolci: la saba (talvolta chiamata "sapa").
Questa salsa, tipica della tradizione contadina del ravennate, ha un odore acre e penetrante, che resta nell'aria per giorni sovrastando ogni altro profumo. Scura e dolce, bolliva lentamente per molte ore, fino a raggiungere la
consistenza giusta.
I bambini scrutavano attenti il pentolone, in attesa che fosse pronta. La assaggiavano subito sulla fetta di pane che costituiva la loro merenda e già pregustavano tutte le altre dolcezze che vedevano la saba protagonista, come i biscotti di pasta frolla e i dolci tortelli con ripieno di castagne o marmellata, le castagne condite e il sorbetto che si preparava d'inverno, con la neve in un bicchiere generosamente cosparsa di saba dolce e sciropposa.
Ingredienti: mosto d'uva.
Preparazione: la preparazione è estremamente semplice: richiede solo tempo e pazienza.
Una volta filtrato, il mosto si mette in una pentola dal fondo non troppo sottile e si lascia bollire a fuoco bassissimo fino a che non si è ridotta a un terzo o comunque finché non ha raggiunto il colore del caramello e una consistenza sciropposa.
Occorrono circa 25-30 ore. Si può spegnere il fuoco la sera e riaccenderlo al mattino. Non è necessario rimestarla.
Una volta pronta, la si tratta come una normale marmellata, invasandola ancora bollente e lasciando raffreddare i vasetti capovolti, in modo da formare il sottovuoto.
Oltre che per le preparazioni tradizionali, come biscotti, frollini, tortelli inzuppati, è un ottimo accompagnamento per budini o bavaresi ai marroni o per formaggi saporiti.
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